Un sardo a Dubai: le foto di Antonio Saba incantano gli Emirati

Dalla Sardegna a Dubai per mostrare al mondo le sue foto. E’ così che il fotografo Antonio Saba sta incantando gli Emirati Arabi Uniti. Lo sta facendo con una mostra che è iniziata lo scorso 25 gennaio.

Si tratta di sedici opere fotografiche che ritraggono il suo mondo visionario, attraverso la tecnica della Staged Photography o Tableau Vivant. La mostra “Oneirism, Dreamscapes in exhibition” rimarrà aperta fino al 23 febbraio, nei locali espositivi della galleria d’arte Foundry Downtown di EMAAR. Il tutto è stato reso possibile grazia alla collaborazione dell’Ambasciata d’Italia negli Emirati Arabi Uniti con l’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi. C’è, dunque, ancora qualche giorno, per visitare la mostra.

Antonio Saba è nato in Sardegna e attualmente vive e lavora a Dubai. In oltre 30 anni di carriera ha girato il mondo scattando fotografie pubblicitarie ed editoriali per i più prestigiosi marchi e riviste internazionali di ospitalità di lusso.

“C’è pochissimo photoshop e molto lavoro di produzione e organizzazione del set – spiega Saba – I miei sono scatti teatrali, che raccontano in un solo istante una storia immaginifica. Amo la purezza e l’essenzialità eppure produco opere definite barocche. Nel cinema, preferisco i fratelli Cohen ad Almodovar ma le mie immagini risultano spesso ricche di decori e tinte forti.”

La curatrice della mostra, Rosa Cascione, ci tiene a precisare che “le opere esposte provengono dal mondo fantastico e onirico, immaginato dalla mente creativa dell’artista e catturato dalla sua macchina fotografica. Enfatizzando l’estetica, coinvolge lo spettatore in un mondo di continuo equilibrio e di intervallo che articola il flusso degli eventi”. La curatrice, inoltre, aggiunge: “con le sue fotografie sembra infatti cercare ossessivamente di catturare due opposti: la realtà e il mondo dell’immaginazione. La sua pratica consiste proprio nel rinchiudere queste visioni all’interno di un immaginario condiviso e riconosciuto, anche nella scelta di magnifiche location, ma in modo surrealista e visionario”.

La Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, Ida Zilio-Grandi, ha scritto l’introduzione al catalogo. Le sue parole, in quelle pagine, sono chiare: “secondo un noto proverbio sardo, il lavoro assiduo vince ogni cosa (“trabagliu continuu binchet donzi cosa”), e questo, a mio modo di vedere, si applica perfettamente all’opera perseverante e più che trentennale del fotografo cagliaritano Antonio Saba. Quel che le fotografie di Saba vincono è, prima di tutto, l’imperfezione della realtà come si presenta allo sguardo di chi la vive”. Secondo lei, Antonio Saba “compie qualcosa che solo i poeti autentici sanno fare bene e solo i poeti più versatili sanno davvero tradurre in bellezza. Le sue foto sono spesso dei veri e propri ossimori, e turbano la mente come la strenua inerzia di Orazio o il tacito tumulto di Giovanni Pascoli, o il silenzio eloquente, o l’angelo mezzo neve e mezzo fuoco della letteratura tradizionale islamica”. 

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