Ritorna il richiamo alla preghiera nella Grande Moschea Omayyade di Aleppo dopo 12 anni

Per la prima volta dal 2012 la voce del Muazin, con la rottura del digiuno al tramonto, e l’invito alla preghiera, si alza dalla Grande Moschea degli Omayyadi ad Aleppo, annunciando il ritorno alla vita di questo patrimonio religioso e storico dopo anni di assenza.

L’occasione è stata un banchetto benefico per la fine del mese di Ramadan, al quale hanno partecipato 1.400 persone residenti di diverse quartieri del centro storico di Aleppo, e svolto presso il cortile della moschea circondati dalle pietre bianche e i reperti del passato meticolosamente riportate al loro antico splendore.

Il banchetto rientra nella campagna “Condividi il bene” lanciata dal Ministero degli affari sociali e del lavoro in collaborazione con il Fondo siriano per lo sviluppo e l’Unione delle Associazioni benefiche di Aleppo. Ad accompagnare il banchetto cerano canti religiosi, ai quali ha partecipato l’attore Tayseer Idris, ed esibizioni dei celebri ballerini rotanti di Mawlawiyya.

Il minareto della moschea, ora in fase finale di ricostruzione, fu completamente distrutto dai terroristi, durante l’occupazione del centro storico dai gruppi terroristici, mentre gran parte della moschea è rimasta parzialmente danneggiata.

Dopo la liberazione della città, sono stati avviati grandi progetti di restauro e recupero, di diversi siti archeologici, incluso la cittadella, e agli antichi mercati coperti. 

L’evento nella Grande Moschea degli Omayyadi, simbolo di Aleppo, in fase di restauro e ricostruzione, è stato un forte segno di ritorno alla vita, dopo anni di fatica, conflitto e distruzione, per gli abitanti del centro storico della città più antica al mondo.

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