In un momento di cambiamenti regionali e transizione nazionale, le serie tv siriane si preparano a una stagione televisiva rivoluzionaria con storie audaci e mai raccontate prima

Con l’avvicinarsi del mese di Ramadan 2026, il panorama della produzione televisiva siriana si prepara a vivere una trasformazione senza precedenti. Per la prima volta nella storia recente, le serie tv siriane potranno raccontare storie che per decenni sono rimaste sepolte sotto il velo della censura e della paura. La nuova stagione televisiva segna infatti il primo appuntamento dopo il cambio di regime, aprendo una nuova era per il dramma televisivo del paese.

Le case di produzione stanno lavorando intensamente per portare sugli schermi narrazioni coraggiose che rileggono criticamente il periodo precedente, esplorando con profondità inedita le ferite ancora aperte della società siriana. Si tratta di un momento storico in cui la finzione televisiva diventa testimonianza collettiva, memoria condivisa, catarsi necessaria.

“Cesare – Senza Tempo né Luogo”: la testimonianza che scuote le coscienze
Tra i progetti più attesi e controversi spicca “Cesare – Senza Tempo né Luogo”, diretto da Safwan Mustafa Naamo e prodotto da Power Production. Il titolo fa riferimento al nome in codice del disertore siriano che nel 2015 rivelò al mondo migliaia di fotografie scioccanti delle vittime delle torture nei centri di detenzione del vecchio regime.
Il progetto è strutturato in dieci trilogie drammatiche per un totale di 30 episodi, ciascuna delle quali racconta una storia autonoma con protagonisti differenti, tutte basate su testimonianze reali di ex detenuti. Nel cast stellare figurano Salloum Haddad nel ruolo di un ufficiale accusato di crimini contro l’umanità, Sabah Al Jazairi che interpreta una madre alla disperata ricerca del marito scomparso, oltre a Ghassan Massoud, Sameer Ismail, Fayez Kazak, Anas Tayara e Muhyar Khaddour.

“L’Uscita dal pozzo”: il ritorno degli attori in esilio
Altro titolo di grande risonanza è “L’Uscita dal pozzo”, scritto da Samer Radwan e diretto da Mohammed Lotfi, prodotto da Metafora. La serie si ispira agli eventi realmente accaduti nel carcere di Sednaya nel 2007, noti come “la famosa rivolta”, un episodio che molti considerano un punto di svolta nel consolidamento del potere del regime. La serie esplora le dinamiche umane all’interno di uno spazio chiuso e le complesse relazioni tra individuo e potere, risultando comunque una delle produzioni più realistiche e audaci del panorama.
La produzione, girata tra Siria e Libano, segna il ritorno di attori siriani da lungo tempo emigrati all’estero. Jamal Suleiman torna sulle scene siriane dopo la sua ultima partecipazione nel 2011, interpretando il personaggio di “Sultan”. Anche Abdul Hakim Qatifan riappare dopo 12 anni di assenza. Nel cast anche Carmen Lebbos, Nancy Khoury, Khaled Chabbat e Mustafa Saadeddine.

“I Siriani Nemici”: quattro decenni di storia in un’unica narrazione epica
Basata sull’omonimo romanzo di Fawaz Haddad, la serie “I Siriani Nemici” diretta da Al Laith Hajjo presenta un’ambiziosa narrazione che abbraccia oltre quattro decenni di storia siriana. Il racconto si snoda attraverso tre periodi temporali distinti: parte dalla rivolta e repressione dei “massacri di Hama” nel 1982, attraversa lo scoppio della rivoluzione nel 2011 e arriva fino alla caduta del regime nel 2024.
Con un cast che include Bassam Kousa, Salloum Haddad, Yara Sabri e Fadi Sobieh, la serie intreccia politica e società attraverso personaggi che rappresentano i diversi segmenti del popolo siriano, offrendo uno sguardo stratificato sull’identità e l’appartenenza nazionale in un paese lacerato da conflitti interni.
Ma chi sono davvero i “nemici” della Siria? La serie promette di esplorare questa domanda scomoda attraverso una trama che mescola vicende personali e grandi eventi storici.

“La Cucina della Città”: quando la commedia nera incontra la tragedia
La celebre regista Rasha Sharbatji, nota per il suo tocco innovativo, presenta “La Cucina della Città”, un progetto che fonde commedia nera e tragedia in un racconto ambientato in un ristorante popolare gestito da una famiglia siriana. Attraverso le vicende quotidiane di questa famiglia, la serie riflette le trasformazioni sociali ed economiche vissute dai siriani negli ultimi anni.
La protagonista principale è Amal Arafa al fianco di Maxim Khalil, con Walaa Azzam, Yaman Hajali, Mohammed Hadaki e Khaled al Qeish. Gli sceneggiatori Ali Wajih e Seif Reda Hamed hanno creato una narrazione che, pur mantenendo toni leggeri, affronta con profondità le ferite ancora aperte della società.

“La Felicità del Pazzo”: criminalità e corruzione nella Siria contemporanea
Scritto da Alaa Mahna e diretto da Seif Al Din Subaihi, “La Felicità del Pazzo”si concentra sul periodo 2022-2024, immergendosi in una vasta rete di corruzione che si estende dai quartieri popolari fino alle istituzioni giudiziarie. La serie utilizza il crimine come strumento per svelare il disordine sociale e psicologico generato dagli anni di guerra e collasso economico.
Il progetto esplora la varietà dei dialetti siriani e indaga le disparità di classe e ambientali, affrontando temi come il contrabbando, il traffico di beni illeciti e la complicità di alcune istituzioni di giustizia. Con la straordinaria Sulafa Memar e un cast di stelle emergenti, la produzione punta su una narrazione densa e provocatoria.

“La famiglia del re”
“La famiglia del re” è una serie tv drammatica che mette in luce la mobilità sociale attraverso l’influenza politica, esplorando il rapporto tra classe e potere nel periodo precedente la rivoluzione siriana. Diretta da Mohammed Abdel Aziz e interpretata da Salloum Haddad, la serie segue il viaggio di Jabri Al Malik, un mercante damasceno, mentre ascende alla ricchezza e al potere attraverso alleanze con famiglie influenti, evidenziando l’interazione tra interessi familiari, sicurezza e denaro.

“Al Nawilati”
Una serie tv che appartiene al genere fantasy e si svolge in un contesto immaginario ispirato alla storia locale. Mette in luce la professione di tessitore a Damasco, inclusi l’allevamento dei bachi da seta e l’estrazione della seta, concentrandosi sulla vita e lo stile di vita dei “maestri tessitori” della città.
La serie è scritta da Othman Juha, diretta da Yazan Sharbatji e prodotta da Golden Line. È interpretata da Dima Kandalaft, Samer Al-Masri, Fadi Sbeih, Fayez Qazq, Mohammad Haddaqi, Nadine Tahseen Beck, Ghazwan Al-Safadi e Ramez Al Aswad.

“L’Orfano”
La serie appartiene al genere dei drammi in costume ambientati a Damasco. La sua storia ruota attorno ad Arsan l’Orfano, un ragazzo rimasto solo dopo la morte del padre in una faida familiare per l’eredità. Cresce fino a diventare un simbolo di speranza e forza in una rete di intensi conflitti, emozioni complesse e oscuri segreti.
La serie è scritta da Qasim Al-Wais, diretta da Tamer Ishaq e prodotta da Qabandi Media e Afamia. Il cast include Samer Ismail, Shukran Murtaja, Reham Al-Qassar, Ayman Reda, Safaa Sultan, Talal Madrini, Lina Diab, Fatih Salman, Jenny Esber, Khaled Al-Qish e Fadi Sbeih.

La commedia con un messaggio: i ritorni di “Ma Ikhtalafna” e “Ya Ana Ya Hiye”
Non mancano le produzioni di intrattenimento con sostanza. “Ma Ikhtalafna” torna con la sua terza stagione, continuando a offrire episodi comici separati che trattano questioni sociali contemporanee attraverso un mix di commedia nera e satira pungente. Diretto da Wael Abu Shaer e prodotto da Metafora, il cast include Nancy Khoury, Rasha Bilal, Ahmad Al Ahmad, Samia Al Jazairi e Sara Baraka.

Anche “Ya Ana Ya Hiye” ritorna con una seconda stagione, proseguendo la formula di successo con un ospite nuovo in ogni episodio. La trama ruota attorno alla relazione comica e tesa tra Nadia (la domestica) e Susan (la proprietaria), dopo che quest’ultima ha perso la memoria. Nadia continua a ingannarla facendole credere di essere lei la vera padrona, in mezzo a sospetti crescenti e situazioni tragicomiche. Amal Arafa nel ruolo principale, affiancata da Asem Hawat, Amal Dabbas e Nadine Tahseen Bek, in una serie all’insegna dell’ironia e della varietà dei personaggi.

Co-Produzioni e nuove ambizioni
Il panorama di Ramadan 2026 include anche coproduzioni arabe che godono di ampi budget e visibilità. Tra queste spicca “Lobby del Romance”, con Moatasem Al Nahar e Pamela Al Kik, ambientato in un hotel che riunisce personaggi contrastanti in uno stile leggero che combina commedia e romanticismo.

Altre produzioni attese includono “Moulana” con la coppia Tim Hassan e Nour Ali, diretto da Samer Al Barqawi e prodotto dalla compagnia Al Sabah; “Con Cinque Anime” che riunisce Qusai Kholi e Karis Bashar; oltre a progetti storici come “La Migliaia”, basata sulla leggenda del “cimitero degli amanti”, scritto da Rana Shamis e Jawdat Al Baik.

Tra qualche settimana, quando le prime serie inizieranno a essere trasmesse, milioni di telespettatori in tutto il mondo arabo si sintonizzeranno non solo per essere intrattenuti, ma per testimoniare un momento storico: quello in cui la Siria, attraverso le sue storie televisive, inizia finalmente a raccontare la singolare identità e la propria verità.
