Papa Leone XIV in Libano: un messaggio di pace e riconciliazione per i cristiani mediorientali

Papa Leone XIV è arrivato a Beirut il 30 novembre, accolto all’aeroporto internazionale dal presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun. L’atterraggio del Pontefice, scortato da due caccia militari, è stato salutato dal suono simultaneo delle campane delle chiese in tutta la capitale e in diverse città libanesi, un gesto simbolico che ha riflesso l’attesa e il coinvolgimento emotivo della popolazione cristiana.

La visita in Libano, seconda tappa del primo viaggio apostolico di Papa Leone XIV dopo la Turchia, rappresenta un momento di straordinaria importanza per i cristiani del Medio Oriente. Il Libano ha la più alta percentuale di presenza cristiana nel suo territorio tra i paesi mediorientali, una comunità che negli ultimi decenni ha affrontato sfide immense. La guerra civile libanese, la crisi economica devastante, la guerra nella vicina Siria, l’esplosione del porto di Beirut nell’agosto 2020 e i recenti e continui attacchi israeliani, hanno messo a dura prova questa popolazione.

Nel suo primo discorso pubblico a Beirut, davanti alle autorità civili e al corpo diplomatico, Papa Leone ha sottolineato che la pace è molto più di una parola per il Libano, definendola un desiderio, una vocazione, un dono e un cantiere sempre aperto. Il Pontefice ha elogiato la resilienza dei libanesi, affermando che sono un popolo che non soccombe ma che di fronte alle prove sa sempre rinascere con coraggio.

Un tema centrale del messaggio papale è stato quello della riconciliazione nazionale. Leone XIV ha evidenziato che le ferite personali e collettive richiedono anni, a volte intere generazioni, per rimarginarsi, e ha sottolineato l’urgenza di lavorare alla guarigione della memoria e all’avvicinamento tra chi ha subito torti e ingiustizie.

Durante i tre giorni trascorsi in Libano, il Papa ha toccato alcuni dei luoghi più significativi per la comunità cristiana. Ha pregato sulla tomba di San Charbel Makluf presso il monastero di Annaya, visitato il santuario di Nostra Signora del Libano ad Harissa dove ha incontrato il clero locale, e partecipato a un incontro ecumenico e interreligioso in piazza dei Martiri. Quest’ultimo evento ha visto la presenza di tutti i leader religiosi, dai patriarchi delle varie chiese cristiane, fino al grande Imam sunnita e al rappresentante sciita.

Uno dei momenti più toccanti è stato quello al porto di Beirut, dove cinque anni fa un’esplosione causò oltre 220 morti e migliaia di feriti. Il Papa ha pregato silenziosamente per le vittime e ha incontrato i familiari e alcuni sopravvissuti, portando con sé il dolore e la sete di verità e giustizia di un intero Paese.

La presenza cristiana in Medio Oriente sta attraversando un periodo critico. Complessivamente i cristiani mediorientali sono circa 14,5 milioni su una popolazione totale di circa 258 milioni di abitanti, registrando un calo significativo rispetto ai decenni passati. Dalla Palestina, all’Iraq, dal Libano alla Siria, l’emigrazione, i conflitti, le crisi economiche e l’ascesa dell’islam radicale hanno spinto migliaia di cristiani a lasciare la regione.

La visita di Papa Leone XIV ha rappresentato non solo un gesto di vicinanza e solidarietà verso i cristiani libanesi, ma anche un richiamo all’intero Medio Oriente sul valore della convivenza pacifica tra comunità diverse. Per i cristiani della regione, storicamente presenti in questi territori fin dalle origini del cristianesimo, il messaggio del Papa è stato un incoraggiamento a restare, a perseverare e a continuare a essere testimoni di fede e di pace in una terra che, nonostante tutto, rimane la culla della loro tradizione religiosa.

Nell’ultima celebrazione eucaristica al Beirut, prima di ripartire per Roma, Papa Leone ha lanciato un appello accorato: “Libano, rialzati! Sii casa di giustizia e di fraternità! Sii profezia di pace per tutto il Levante!”. Ha esortato i libanesi a disarmare i cuori, a far cadere le corazze delle chiusure etniche e politiche, e a risvegliare il sogno di un Libano unito dove trionfino la pace e la giustizia.

Il viaggio si è concluso con la promessa del Pontefice di portare nel cuore le sofferenze e le speranze del popolo libanese, mentre pregava perché questa terra del Levante continui a essere illuminata dalla fede in Cristo e custodisca la speranza che non tramonta.

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