Natale in Medio Oriente 

“Eedookh Breekha” che significa “Sia benedetto il tuo Natale” è la frase di auguri in aramaico, la lingua che Gesù parlava, oggi solo lingua liturgica e parlata esclusivamente a Maaloula in Siria, mentre in arabo si dice “Eid Milad Majid” (عيد ميلاد مجيد), una frase araba che significa (“Festa della Nascita Gloriosa”) ed è usata per augurare Buon Natale tra i cristiani mediorientali.

Il Medio Oriente è una regione molto vasta e diversificata, quindi le celebrazioni di Natale possono variare notevolmente da paese a paese. 

Il Natale è una festività sentita e celebrata, nonostante non sia festa tradizionale nel mondo musulmano, poiché la maggior parte dei paesi della regione sono a maggioranza musulmana. Tuttavia, tutte le comunità cristiane in Medio Oriente celebrano il Natale, con la messa di mezzanotte, il presepe vivente, la decorazione dell’albero di Natale e lo scambio di regali e tante città sono addobbate con alberi e luminarie.

In Palestina, il Natale a Betlemme è molto importante non solo per i palestinesi ma per i cristiani di tutto il mondo, in quanto Betlemme è il luogo in cui – secondo la tradizione cristiana – Gesù Cristo è nato. Le celebrazioni del Natale a Betlemme culminano con la messa di mezzanotte alla Chiesa della Natività, costruita sulla grotta dove Gesù è nato.

Inoltre, la città ospita un presepe vivente, che rappresenta una delle principali attrazioni turistiche durante le festività natalizie. Questo anno la comunità cristiana a scelto di limitare i segni di festeggiamenti per rispetto delle vittime di Gaza e il conflitto in corso. 

In Siria, i cristiani si preparano al Natale con il periodo dell’Avvento, durante il quale accendono una candela ogni domenica. Il giorno di Natale, tutti i bambini delle scuole cristiane e le varie parrocchie ricevono i regali da Babbo Natale, chiamato (Baba Noel).

Da qualche anno è diventata una usanza celebrare l’accensione di giganti alberi di Natale nelle piazze delle grandi città con concerti musicali all’aperto e nelle varie chiese, accompagnati da mercatini natalizi di regali, e prodotti artigianali.  

In Libano, i cristiani decorano le loro case con l’Albero della Vita, un albero di cedro con una stella in cima. Il 24 dicembre, si recano alla chiesa per la messa di mezzanotte e poi si scambiano i regali, e poi il giorno di Natale, si riuniscono per il pranzo con la famiglia e gli amici.

Durante tutto il periodo natalizio si svolgono concerti musicali di vari cantanti famosi, con i brani più celebri del Natale.

In Giordania le celebrazioni del Natale iniziano agli inizi di dicembre, con l’immersione di frutta secca nell’alcol. Le famiglie in Giordania sono solite addobbare gli alberi di Natale e le case con decorazioni tipiche; i regali vanno sotto l’albero e si preparano nel frattempo tutti insieme i dolci tipici della cucina giordana.

La notte della vigilia, si servono tradizionalmente torte e dolcetti, mentre le celebrazioni culminano con la messa di mezzanotte.

In Iraq, il 24 dicembre, i cristiani recitano delle preghiere speciali e si accendono dei fuochi d’artificio. Il giorno di Natale, si mangia il dolce tipico chiamato “Kleicha”, a forma di corona e ripieno di noci e datteri.

In Egitto, i cristiani copti festeggiano il Natale il 7 gennaio, seguendo il calendario giuliano. La vigilia di Natale, partecipano alla messa di mezzanotte e poi rompono il digiuno di 43 giorni con un pasto a base di carne, riso e dolci.

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