Musica sacra islamica tra fede e spiritualità

Di Naman Tarcha

La musica sacra islamica ha una storia affascinante e complessa, che abbraccia millenni di tradizione e influenze culturali. Sono molteplici le radici di questa musica, i generi che la compongono e la sua evoluzione nel corso del tempo.

Prima dell’avvento dell’Islam, l’area della penisola arabica ospitava diverse comunità che avevano sviluppato autonomamente una propria linea musicale. Queste influenze erano spesso mescolate con elementi della cultura mesopotamica vicina. Tuttavia, le notizie sulla tecnica e la teoria della musica araba risalgono alla seconda metà dell’VIII secolo, quando visse Zalzal Mansur ben Djafar, un virtuoso liutista persiano. A lui viene attribuita la “formalizzazione” di un intervallo destinato a diventare il maggiore elemento di caratterizzazione delle scale diatoniche arabe.

Dalla Siria all’Egitto, a causa degli scambi, contatti e convivenza tra la due fedi cristiane e islamiche anche la musica sacra cristiana, sopratutto della tradizione siriaca e bizantina, ha avuto una grande influenza su quella islamica. 

In Medio Oriente, la musica sacra cristiana siriaca ha una lunga tradizione che risale a molti secoli fa, e durante il periodo in cui l’arte e la cultura siriaca fiorivano, c’era un’intensa interazione tra le comunità cristiane e musulmane. 

Alcuni strumenti musicali già utilizzati nella tradizione musicale siriaca come il qanun (un tipo di cetra) e il oud (liuto), oltre a salmi, poesie e melodie ricche di contenuti spirituali e devozionali, sono stati adottati anche nella musica islamica.

La musica sacra siriaca infine ha fornito uno stile musicale e melodie commoventi e stimolanti che ha influenzato la performance religiosa islamica, sull’adorazione, sulla meditazione e sulla contemplazione durante la recitazione del Corano, le suppliche e le preghiere.

In sintesi, l’influenza specifica della musica cristiana siriaca sulla musica sacra islamica può variare a seconda del contesto storico, geografico e culturale. Tuttavia, è evidente che ci sono stati scambi e interazioni tra queste tradizioni musicali nel corso dei secoli. Questo scambio culturale ha aver avuto un impatto sulla musica sacra islamica, sopratutto nei canoni, modalità musicali e melodie uniche.

La musica sacra araba con una lunga storia di interazione con molti altri stili e generi musicali regionali. Rappresenta la musica di tutti i popoli che compongono il mondo arabo oggi, in tutti i 22 Stati. 

Tra i generi più significativi della musica sacra islamica:

“Al Azan” (“Invito alla preghiera”)

Inizia invocando e ripetendo la parola “Allah” (Dio in arabo), ricordando e invitante i fedeli a pregare alle ore solari, come le campane delle chiese, ma attraverso la chiamata cantata alla preghiera, di norma fatta dal muezzin, che recita, cinque volte al giorno l’azan dal minareto della moschea.

“Madih” (“Lode”)

Questo genere è forse il più importante, nel quale si vuole glorificare il Profeta Maometto. Le poesie sono musicate e spesso di un certo livello estetico e di scrittura culturalmente elevata. Il Madih viene eseguito da un coro di soli uomini e un solista, accompagnati da un tamburo. Il coro canta il ritornello mentre il solista risponde al coro anche con delle improvvisazioni. Lo stile è simile oggi a quello della musica profana colta, introducendo anche altri strumenti musicale.

Bashraf/Samai

Queste sono forme di musica strumentale di origine Ottomana, un insieme di musica araba e occidentale. Fanno parte sia della musica profana sia di quella religiosa dei cantori e ballerini che eseguono la stessa melodia, così che gli strumentisti non sono liberi nella scelta delle note.

“Ibtihalat” (“invocazioni”)

Sono suppliche religiose improvvisate e pensieri in uno stato di estasi spirituale, frasi melodiche cantate eseguite in uno stile libero, caratterizzata da variazioni tonali e stili diversi di esecuzione espressiva, e decorazioni melodiche comuni nella musica araba.

“Anashid” (Inni)

Melodie musicali su poesie con temi religiosi che fanno riferimento alle credenze, alla storia e alla fede islamica, arrangiate in modo orchestrale, ed eseguite da cori e solisti. Genere musicale molto popolare, che viene cantato a cappella o accompagnato da strumenti a percussione. Il materiale e i testi di un nasheed di solito così come alle attuali tradizioni e alle tradizioni del mondo islamico.

L’evoluzione della musica sacra islamica è stata plasmata da influenze culturali, storiche e religiose. Dall’Andalusia ai giorni nostri, artisti e musicisti noti come Umm Kulthum a Sabah Fakhry hanno contribuito a mantenere viva questa tradizione millenaria, trasformando la musica sacra araba in un tesoro culturale che continua a ispirare e affascinare, un ponte tra passato e presente che ci invita a esplorare mondi sonori diversi e ricchi di significato.

Leggi anche :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial
RSS
Instagram