Dal 22 luglio al 2 agosto, l’antica città romana di Jerash si trasforma in un immenso palcoscenico a cielo aperto. Quarant’anni di storia, oltre 220 eventi e artisti provenienti da circa venti paesi: il Festival di Jerash per la Cultura e le Arti torna nel cuore della Giordania per la sua edizione più ambiziosa di sempre. Dal 22 luglio al 2 agosto 2026, le rovine romane di Jerash — una delle città dell’antica Decapoli meglio conservate al mondo — ospitano musica, teatro, danza, poesia e arti visive sotto il titolo simbolico “Un’eredità che resiste… generazioni che si incontrano”.

Una novità assoluta: l’Ippodromo entra in scena
La grande novità di questa edizione riguarda l’infrastruttura del festival. Per la prima volta nella sua storia, l’antico Ippodromo romano — che in epoca imperiale ospitava le corse dei carri davanti a migliaia di spettatori — viene attivato come sede ufficiale degli eventi, con un nuovo teatro da circa tremila posti. A questo si aggiungono un impianto di illuminazione tridimensionale a Porta di Adriano, una piazza Ovale ridisegnata con nuove aree relax, e la trasformazione della Via Colonnata in un vero e proprio corridoio artistico, tra mostre, musica dal vivo e caricaturisti.

L’organizzazione ha inoltre potenziato i servizi per i visitatori, triplicando il numero dei bagni pubblici e coinvolgendo oltre cento volontari selezionati tramite la piattaforma “Nahno” della Fondazione del Principe Ereditario, con priorità agli abitanti della provincia di Jerash.

Un cartellone che va oltre la musica
Se il festival nasce come rassegna musicale, l’edizione del quarantennale si presenta come una piattaforma culturale a tutto tondo, con eventi distribuiti non solo a Jerash ma anche ad Amman, Ajloun, Balqa, Karak e Aqaba. Il programma comprende 31 spettacoli al Teatro di Artemide, 35 performance all’Ippodromo, una sezione dedicata alle famiglie e ai bambini, undici serate artistiche giordane ad Amman e la quarta edizione del Festival del Monodramma, dedicato al teatro di narrazione in solitaria.

Tra gli spettacoli di punta, la produzione libanese Le mille e una notte del Caracalla Dance Theatre e un musical dedicato alla vita della leggendaria cantante egiziana Umm Kulthum. Il palco principale accoglie nomi di primo piano della scena araba, tra cui Majida El Roumi, Tamer Hosny, George Wassouf ed Elissa, mentre il Teatro Nord ospita un cartellone internazionale che include il trombettista franco-libanese Ibrahim Maalouf e la cantante tunisina Dorsaf Hamdani.

Non manca la dimensione letteraria: in collaborazione con l’Unione degli Scrittori Giordani, il festival propone forum intellettuali e serate di poesia, tra cui il terzo Forum Arabo della Narrativa, dedicato quest’anno al celebre romanziere giordano Hashem Ghraybeh.

Un evento sotto l’alto patronato reale
L’inaugurazione, avvenuta il 22 luglio, è stata presieduta dal primo ministro Jaafar Hassan in rappresentanza di Re Abdullah II, che ha acceso simbolicamente la torcia del festival. In questa edizione speciale sono stati inoltre celebrati tre protagonisti della scena artistica araba: l’artista giordana Qamar Safadi, l’attore siriano Abdel Moneim Amayri e l’attrice libanese Julia Kassar. Con la sua edizione del quarantennale, Jerash conferma il proprio ruolo di ponte tra passato e presente: le colonne romane che per secoli hanno accolto legionari e mercanti oggi fanno da cornice a una delle rassegne culturali più importanti del Medio Oriente.

