Il re Mohammed VI l’ha incaricata di formare il nuovo esecutivo: un traguardo storico per il Regno e per il mondo arabo.
Il re Mohammed VI ha nominato Fatima Ezzahra El Mansouri, esponente del Partito Autenticità e Modernità (PAM), capo del Governo. Si tratta della prima donna a ricoprire questo incarico, affidandole la formazione del nuovo esecutivo. La nomina è arrivata dopo la vittoria del suo partito alle ultime elezioni legislative. Nelle settimane precedenti al voto, la possibilità di una donna alla guida del governo era già diventata uno dei temi più discussi del dibattito pubblico marocchino.

Una marrakchi a Rabat
El Mansouri, 50 anni, è nata a Marrakech il 3 gennaio 1976. La sua famiglia viene dalla regione di Rehamna, limitrofa a Marrakesh. Il padre, Abderrahmane El Mansouri, è stato per trent’anni pascià di Marrakech e ambasciatore del Marocco negli Emirati Arabi Uniti. Cresciuta a contatto con amministrazione e diplomazia, ha scelto gli studi giuridici: dopo il liceo francese Victor Hugo, ha conseguito un diploma post-laurea in diritto dei contratti commerciali a Montpellier, un titolo in diritto commerciale anglo-americano alla New York University e una laurea in diritto privato all’Università Mohammed V di Rabat.

Dall’avvocatura alla politica
Tornata in patria, ha aperto uno studio legale a Marrakech, specializzato in operazioni immobiliari e commerciali. Ha aderito al PAM fin dalla sua fondazione, nel 2008, e un anno dopo, a 33 anni, è stata eletta sindaca di Marrakech, prima donna a guidare il consiglio comunale della città.
Il percorso non è stato lineare. La sua elezione del 2009 fu contestata e annullata in primo grado, prima di essere ripristinata dai tribunali amministrativi. Quella vicenda è oggi parte del racconto della sua tenacia politica.

Ministra e leader di partito tra prospettive e sfide
Dopo l’esperienza parlamentare è tornata alla guida di Marrakech nel settembre 2021 e il mese successivo è stata nominata ministra della Pianificazione territoriale, dell’Urbanistica, dell’Edilizia e della Politica della città. Nel febbraio 2024 è diventata coordinatrice della direzione collettiva del PAM.

Il suo governo dovrà rispondere alle richieste di migliori condizioni di vita, ridurre il divario tra città e aree meno sviluppate e preparare il Paese ai Mondiali di calcio del 2030, che il Marocco ospiterà insieme ad altri Paesi. Sono temi su cui, da ministra dell’Edilizia e delle politiche urbane, ha già un’esperienza diretta.
Resta ora la composizione della squadra di governo, primo banco di prova per la nuova premier. Ma il segnale politico e simbolico è già chiaro: per la prima volta nella storia del Marocco, a guidare l’esecutivo sarà una donna.

