Egitto: l’operetta Rahet Aalik di Sayed Darwish al Teatro d’opera di Alessandria

Dopo il grande successo alla 32ª edizione del Festival della Musica Araba, il Teatro dell’Opera di Alessandria, per celebrare il patrimonio musicale egiziano e onorare le icone della musica tradizionale, ha ospitato recentemente l’operetta Rahet Aalik di Sayed Darwish.

L’operetta, diretta da Mahdy El Sayed, vede tra gli interpreti Ahmed Efat, Sabreen El Nagyly, Somaya Wagdy, Mohamed Hamdan, Mohamed Amin, Youssef Tarek e Hany Abdel Nasser, accompagnati dal coro Sout El Assema.

Lo spettacolo è con la supervisione artistica di Mohamed Abdel Kader, ed è orchestrata da Firas Noah. La scenografia, invece, è stata curata da Abdel Moneim Al Masry, mentre le luci da Yasser Shaalan.

Scritta nel 1920, Rahet Aalik è stata composta da Sayed Darwish, ispirata all’opera Il grande Mogol del drammaturgo francese Edmond Audran. I testi in arabo furono adattati dal poeta Amin Sidky, con il contributo musicale di Kamel El Kholaay, autore di due brani. In origine, fu rappresentata dalla compagnia teatrale di Ali El Kassar e narra la storia di un illusionista egiziano e di sua figlia, che lo assiste negli spettacoli di strada. La giovane attira l’attenzione del principe ereditario indiano e di un mercante americano, ma respinge quest’ultimo, dando inizio a una serie di eventi che si susseguono con colpi di scena.

Sayed Darwish (1892-1923) è considerato uno dei più grandi compositori e musicisti egiziani, noto come il “padre della musica egiziana moderna”. Nato ad Alessandria, Darwish ha rivoluzionato la musica araba combinando elementi della tradizione locale con influenze occidentali e inserendo nei suoi brani temi sociali e patriottici che rispecchiavano le aspirazioni del popolo egiziano durante il periodo di lotta per l’indipendenza dal dominio britannico.

Sayed Darwish morì tragicamente a soli 31 anni, ma il suo impatto sulla musica e sulla cultura egiziana fu profondo e duraturo. La sua innovazione stilistica, che mescolava melodie popolari con arrangiamenti più moderni, ha influenzato generazioni di musicisti arabi, rendendolo una figura leggendaria e amata ancora oggi in tutto il mondo arabo.

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