Dopo un percorso partito dalle sale cinematografiche dell’Arabia Saudita, il documentario drammatico saudita “Omq” (“Depth”) si prepara a una nuova tappa: dal 10 settembre, infatti, è disponibile su Netflix MENA, ampliando così l’accesso alla storia del sommozzatore saudita Ahmed Al Jaber e alla sua esperienza in una delle professioni più rischiose e complesse al mondo.

Il film, che dura circa 40 minuti, aveva debuttato nelle sale saudite lo scorso 9 luglio 2026, dopo essere stato presentato alla dodicesima edizione del Saudi Film Festival. “Depth” segue da vicino Ahmed Al Jaber, che lavora per un’azienda specializzata in manutenzione marina e si occupa della riparazione delle condutture petrolifere nelle profondità del Golfo Arabico.

Il racconto non si limita agli aspetti tecnici del mestiere, ma si avvicina alla dimensione umana dell’esperienza di Al Jaber, mettendo in luce i rischi quotidiani e la pressione psicologica di un lavoro che non ammette errori. Il particolare tipo di immersione praticato, quello “a saturazione”, costringe i sommozzatori a periodi di isolamento in camere iperbariche in attesa di scendere in profondità: secondo diversi reportage dedicati al film, queste fasi possono durare settimane, rendendo l’aspetto psicologico parte integrante dell’esperienza tanto quanto quello fisico.

Dietro “Depth” c’è il regista e produttore saudita Abdulrahman Sandagji, che porta avanti da oltre 15 anni una filmografia — sei documentari finora — incentrata su persone “invisibili” e su storie mai raccontate prima, spesso ambientate in contesti estremi e professioni ad alto rischio: prima di “Depth” aveva firmato “Al-Kahf”, dedicato ai biologi che raccolgono campioni nelle grotte più impervie, e “Jaleed”, sul primo tentativo saudita di immersione nell’Artico.

Il suo interesse per la storia di Al Jaber, spiega Sandagji, è nato circa cinque anni prima dell’uscita del film, colpito dal mondo delle camere di decompressione, delle profondità marine e dei rischi professionali che caratterizzano l’immersione commerciale. Da quell’interesse iniziale è nato un documentario drammatico che va oltre la semplice documentazione della professione, mettendo l’esperienza personale del protagonista al centro della narrazione.

Prodotto da Basar Media, con la regia e produzione di Abdulrahman Sandagji, “Depth” ha ricevuto il sostegno del King Abdulaziz Center for World Culture (Ithra) e del Fondo Culturale, nell’ambito dell’iniziativa di Ithra per i contenuti arabi. Il film si inserisce in un momento di crescita per il documentario saudita, sostenuto da programmi culturali che offrono ai cineasti nuovi spazi per raccontare storie locali con un linguaggio capace di parlare anche al pubblico internazionale.

Dopo il passaggio nelle sale, e con la distribuzione curata da Qanawat, “Depth” arriverà ora su Netflix MENA, in un nuovo capitolo che porterà la storia di Ahmed Al Jaber a un pubblico più ampio in tutta l’area del Medio Oriente e del Nord Africa.

