Amal Arafa. Il grande ritorno sugli schermi

Amal Arafa torna alla grande. Attrice, cantante e scrittrice siriana. In poche parole un concentrato di talento a 360°. 

Amal Arafa

L’attrice siriana Amal Arafa torna, dunque, a conquistare gli schermi, dopo diversi anni di moderata assenza, con ben tre serie tv per la gioia del suo fedele e vasto pubblico nel mondo arabo. 

Amal Arafa

Dopo il grande successo delle prime due stagioni della serie “Haret al Qobba” (“Il quartiere di Alobba”), della regista siriana Rasha Sharbatji, Arafa tornerà nel ruolo di “Ikhlass” nella terza stagione della stessa serie, che per motivi di produzione andrà in onda nella stagione di Ramadan. 

Gli eventi di Haret al Qobba si svolgono durante il periodo dell’occupazione francese della Siria, e toccano l’aspetto umano della vita quotidiana delle famiglie siriane durante il periodo del colonialismo, i conflitti e i problemi che possono verificarsi a seguito della crudeltà e pressione esercitata dall’occupazione sul popolo siriano. 

Amal Arafa, Marba Al Ezz

“Marba Al Ezz” (“Educazione all’orgoglio”) è una serie diretta sempre da Rasha Sharbatji, dove Amal Arafa interpreta il ruolo complesso di “Malaka” (“Regina”), all’interno di un quadro di eventi che si svolgono in tre quartieri damasceni nel periodo dal 1900 al 1919: ogni quartiere aveva un capo e ogni capo aveva un figlio cresciuto nel benessere e nella ricchezza.

La serie inizia proprio dall’infanzia dei tre bambini, per seguire il viaggio dei personaggi dopo la loro giovinezza, e le insidie e le difficoltà che affrontano nel tentativo di mantenere il potere, e il diritto di guidare il quartiere dopo i loro padri. La serie affronta le condizioni della società siriana sia economiche, sociali e politiche che i quartieri hanno vissuto in quella fase in Siria.

Amal Arafa, Zukak Al Jinn

A “Zukak Al Jinn” (“Il quartiere dei Jinn”) la serie tv diretta da Tamer Ishaq, Amal si trova a vestire i panni di “Shaima” che affronta eventi misteriosi che si svolgono nel 1900 nella zona industriale del vecchio quartiere damasceno. E’ stata chiamata con quel nome perché allora molti credevano che fosse abitata dai jinn, entità soprannaturali della credenza islamica.

La serie tv scritta da Muhammad Al Aas, e prodotta da Golden Line, assume un carattere drammatico, storico, e fantastico, e inizia con un omicidio che suscita terrore e interrogativi tra la gente del quartiere, per dare seguito ai delitti, fino a quando alla fine diventa chiaro che l’autore sia una sola persona, e non un fantasma.

Amal Arafa

Amal Arafa, nata a Damasco nel 1972, è un’attrice, cantante e scrittrice siriana. E’ figlia del noto compositore siriano Suheil Arafa dal quale ha ereditato passione e conoscenza del canto e della musica. Il suo debutto è stato come cantante, con la pubblicazione di una serie di brani di successo.

Amal Arafa

Il suo primo è stato “Sabah Al Khair Ya Watan” con il cantante Fahd Yakan, negli anni ottanta, e ha proseguito la carriera di cantante con diversi successi rimasti nella memoria del pubblico.

Arafa ha iniziato a recitare nei primi anni ’90, quando il regista Haitham Haqi le ha dato l’opportunità di partecipare a diverse serie tv, afferma il suo talento tra recitazione, ballo e canto.

Amal Arafa, Khan Al Harir

Il suo vero successo è arrivato nella serie “Nihayet Ragiol Shujaa” (“La fine di un uomo coraggioso”) diretta dal famoso regista siriano Najdat Anzour. Si è distinta per la sua interpretazione in ruoli diversi, comici, e drammatici, e tra le sue opere più importanti ci sono “Aile Khams Nujum” (“Famiglia Cinque Stelle”), “Hammam Al Qishani” (“Bagno di Al Qishani”), “Asrar Al Madina” (“Segreti della città”), e “Ashtar”.

Amal Arafa, Ashtar

Oltre alla recitazione e al canto, si dedica alla scrittura: è anche autrice di numerose serie e il primo lavoro che ha scritto è stato la serie “Donea” (“Vita”) nel 1999, che ha riscosso un grande successo.  

Amal Arafa è stata sposata per 14 anni con l’attore Abdulmonem Amairy, dal quale ha avuto due figlie, Salma e Mariam, prima di divorziarsi nell’ottobre del 2015. 

Amal Arafa

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