Una storia d’amore che attraversa tre decenni di crisi e resilienza e un film nato tra le bombe. Dopo aver trionfato alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia , dove ha conquistato il People’s Choice Award, “A Sad and Beautiful World” di Cyril Aris si prepara ad arrivare nelle sale in Libano.
Il film segna una svolta importante per Aris, documentarista affermato con all’attivo opere premiate come “Dancing on the Edge of a Volcano”, che per la prima volta si cimenta con la fiction. E lo fa tornando alle radici della sua collaborazione artistica con Mounia Akl, con cui aveva realizzato oltre quindici anni fa la serie televisiva “Beirut, I Love You”.
Una storia d’amore tra le macerie della guerra civile libanese, dove Nino e Yasmina sono legati da una relazione magnetica che si sviluppa nell’arco di tre decenni , sullo sfondo di un Libano ciclicamente attraversato da prosperità e devastazione. I due protagonisti, interpretati da Hasan Akil e dalla stessa Mounia Akl, incarnano visioni opposte del futuro: Nino si aggrappa a una visione nostalgica del passato del Libano, mentre Yasmina rappresenta la fuga, il reinventarsi e un futuro altrove.
La loro relazione affronta la domanda cruciale che ossessiona ogni generazione libanese: vale ancora la pena costruire una famiglia in un paese costantemente sull’orlo del collasso? Come ha spiegato lo stesso regista, il film nasce dalla questione se valga ancora la pena mettere al mondo dei figli oggi, in particolare in una regione come il mondo arabo.
La produzione del film porta i segni delle contraddizioni del paese che racconta. Le riprese si sono svolte a Beirut in condizioni difficili, mentre un’altra grande guerra si svolgeva in Libano. In un epilogo quasi cinematografico, Aris ha gridato “stop” all’ultima scena del 6 giugno per correre in aeroporto: sua moglie stava per partorire negli Stati Uniti.
Questo evento personale ha dato al regista una prospettiva ancora più profonda sul tema centrale del film. Come ha raccontato, nel caos, è il nostro amore reciproco che ci porta avanti.

Nonostante la pesantezza dei temi affrontati, “A Sad and Beautiful World” non è un film cupo. Il regista ha voluto catturare quello che definisce l’umorismo tipicamente libanese, che diventa uno scudo contro l’oscurità . La critica ha apprezzato questa capacità di bilanciare dolore e leggerezza: una narrazione emotivamente ricca che si estende su tre decenni, evitando il sentimentalismo attraverso personaggi complessi e non stereotipati.
Il film fa uso di filmati d’archivio e della colonna sonora evocativa di Anthony Sahyoun per guidare il pubblico tra realtà e finzione, speranza e disperazione, esplorando i sentimenti contraddittori che definiscono l’identità libanese.
Il Ministro della Cultura libanese ha selezionato “A Sad and Beautiful World” come candidato ufficiale del Libano agli Oscar 2026 nella categoria Miglior Film Internazionale. Sebbene non sia entrato nella lista finale dei nominati, il film continua il suo tour internazionale, partecipando a festival prestigiosi come il Palm Springs International Film Festival e ottenendo riconoscimenti di pubblico ovunque venga proiettato.
Con una durata di 110 minuti e una coproduzione che coinvolge Libano, Stati Uniti, Germania, Arabia Saudita e Qatar, il film rappresenta un esempio della capacità del cinema libanese di trovare finanziamenti e visibilità internazionale anche nei momenti più difficili.
Una punta di ottimismo: il cinema libanese sembra sempre sull’orlo del collasso, eppure continua a risorgere. Il talento c’è, le competenze ci sono, i team ci sono. E storie come quella di Nino e Yasmina continuano a meritare di essere raccontate.
