Nadine Labaki: poliedrica artista nella giuria di Cannes

L’attrice e regista libanese Nadine Labaki torna a far parte della giuria del 77° Festival di Cannes, sei anni dopo essere diventata la prima donna araba a vincere un premio importante nella stessa manifestazione cinematografica.

La regista libanese, candidata all’Oscar, è nella giuria presieduta dalla regista di “Barbie” Greta Gerwig, e affiancherà la sceneggiatrice e fotografa turca Ebru Ceylan, l’attrice statunitense Lily Gladstone, l’attrice francese Eva Green, il regista e sceneggiatore spagnolo J.A. Bayona, il regista giapponese Hirokazu Kore-eda, l’attore e produttore francese Omar Sy e l’attore italiano Pierfrancesco Favino.

Sono 22 i film nella competizione principale del festival che inizierà il 14 maggio, mentre i vincitori saranno annunciati il ​​giorno di chiusura, il prossimo 25 maggio.

Nadine Labaki, classe 1974, è figlia di un ingegnere e di una casalinga, ha iniziato la sua carriera nei primi anni 90 partecipando a un concorso organizzato dal celebre programma musicale “Studio El Fan” per la realizzazione di videoclip di cantanti esordienti. In seguito, è diventata una delle vj più famose del Libano. Da allora, la sua carriera ha preso il via, facendo la gavetta nella realizzazione di spot commerciali e videoclip musicali, fino all’approdo al cinema, dove si è cimentata anche come attrice e regista.

Nadine è una donna poliedrica nel mondo del cinema. La sua carriera ha spaziato dall’interpretazione alla regia, e la sua passione per l’arte cinematografica l’ha portata a creare opere che hanno lasciato un’impronta significativa.

Il suo legame con Cannes risale a due decenni fa, quando nel 2004 ha partecipato al programma “La Résidence de la Cinéfondation” per scrivere e sviluppare il suo primo lungometraggio, “Sukkar banat” (“Caramel”) 2007, girato appena nove giorni prima che scoppiasse la guerra in Libano. L’opera presenta una storia che ruota attorno a cinque donne che parlano della quotidianità femminile in un salone di bellezza.

Nel 2011, inoltre, ha presentato – nella selezione di “Un certain Regard” sempre a Cannes – “Hala Lawain” (“E ora dove andiamo?”), una commedia che affronta delicatamente temi di pace e convivenza tra diverse comunità religiose in un villaggio libanese.

Nel 2019, è diventata la prima regista libanese ad essere nominata per un Oscar con “Cafarnao. Caos e Miracoli”, film stato inserito nella cinquina dei migliori film in lingua straniera. Il film – che è stato candidato anche ai Golden Globe e ai César, racconta la storia di un bambino siriano di 12 anni che vive in condizioni estreme a Beirut e decide di citare i suoi genitori in tribunale per averlo messo al mondo.

Nello stesso anno, Nadine ha presieduto la giuria di “Un certain Regard” a Cannes, e ha realizzato “1982” un film ambientato durante l’invasione israeliana del Libano nel 1982, che esplora le vite di persone coinvolte in quel conflitto.

L’artista è anche un’attrice e ha recitato nel film Netflix “Perfect Strangers” e in “Costa Brava, Libano”, e ha fatto anche parte della giuria al Toronto International Film Festival del 2023.

Nadine Labaki resta una figura di spicco nel cinema mediorientale e una voce importante nel panorama cinematografico di quell’area (ma non solo). La sua abilità nel raccontare storie autentiche e coinvolgenti ha reso i suoi film apprezzati a livello internazionale, e la sua passione per l’arte continua a ispirare e a toccare il cuore degli spettatori in tutto il mondo.

  • Intervista di Naman Tarcha

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