Le donne arabe: una sfida complessa e un’evoluzione continua

Di Naman Tarcha

L’evoluzione del ruolo delle donne nel mondo arabo è un tema di grande rilevanza. La condizione delle donne varia notevolmente da un paese arabo all’altro. Le donne in Tunisia, Marocco, Algeria, Siria, Libano e Giordania godono di maggiori margini di libertà. Tuttavia, in paesi in crisi e conflitti, le restrizioni sono più severe. Le donne saudite e di altri paesi del Golfo sono spesso ancorate a valori sociali basati sulla tradizioni e sulla religione. 

Queste differenze all’interno del mondo arabo sono a volte significative, ma crescono giorno dopo giorno i modelli di donna leader e donne in carriera che sostengono cause importanti, come l’uguaglianza e la parità di genere. Le donne arabe, fanno parte oggi della partecipazione economica, anche se resta bassa la percentuale della forza lavoro femminile, con alto tasso di alfabetizzazione è alto, basso tasso di accesso all’istruzione universitaria, mentre troviamo poche donne in ruoli chiave nella scena politica.

Nella storia araba, la situazione femminile non era lineare e ha avuto alti e bassi, tante donne soprattutto in Medio Oriente e Nord africa hanno avuto un ruolo principale, nelle rivoluzioni contro il colonialismo e l’occupazione straniera, le donne hanno guidato manifestazioni, e hanno contribuito al cambiamento politico sociale nei loro paesi, e alcune hanno ricoperto perfino ruoli ministeriali o di leadership politica.

La situazione della parità di genere nel mondo arabo è estremamente variegata e complessa. L’indice di divario di genere, Gender Gap Index, elaborato dal Forum Economico Mondiale, che misura la parità tra uomini e donne in ciascun paese, e sottolinea le opportunità e il benessere per le donne, è condizionato da tanti fattori spesso contraddittori. Nei paesi del Golfo, con il variabile del benessere e la ricchezza, le donne hanno accesso all’istruzione e godono di opportunità lavorative, ma hanno poco peso nelle decisioni pubbliche. Ad esempio, in Kuwait, l’indice di potere politico delle donne è solo 0.0221.

Nel Maghreb molte donne hanno raggiunto posizioni di leadership. In Tunisia, unico paese arabo che vieta espressamente la poligamia, le donne hanno accesso all’istruzione e una speranza di vita leggermente superiore rispetto ad altre regioni. Tuttavia, l’indice di potere politico è ancora inferiore rispetto a Islanda e Italia, ma migliore rispetto ai vicini di casa il Marocco e ai paesi del Golfo. Lo Yemen ha il Ggi più basso al mondo, solo 0.484, dove la speranza di vita è bassa sia per gli uomini che per le donne.

I diritti delle donne in diversi paesi arabi sono limitati rispetto ad altri vicini, anche se sono migliorati leggermente rispetto al passato. L’Arabia Saudita ancora nel 2018 si è classificata 141ª su 144 paesi rispetto alla parità di genere, ma oggi le cose per una precisa volontà politica stanno cambiando rapidamente, trasformazione sociale e concessione di libertà fino ad ieri erano impensabili. Oggi la stragrande maggioranza delle donne non è più obbligata ad indossare il niqab (velo integrale), in tutti i paesi arabi, e vi è alcuna legge che obblighi le donne a indossare il velo.

Tuttavia, l’emancipazione femminile rimane difficile in alcune regioni conservatori perfino negli stessi paesi, dove la sharia (Legge coranica) e usanze e tradizioni, imposti sulle donne, condizionano l’emancipazione femminile fino a sfiorare le violazioni dei diritti umani. Infatti una delle piaghe del mondo arabo sono senza dubbio i delitti d’onore e molestie che purtroppo restano all’ordine del giorno. 

Nella maggior parte dei paesi arabi, l’età minima per sposarsi è diciotto anni per uomini e donne. La media delle donne al momento del matrimonio può variare. I matrimoni combinati esistono ancora nel mondo arabo e costituiscono circa la metà dei matrimoni totali. Tuttavia, la donna araba, ha il potere di rifiutare l’uomo che le viene proposto, e questo avviene di più sopratutto nei paesi più ricchi e tra le donne più indipendenti economicamente. Le donne arabe affrontano molte sfide nel processo di divorzio. Devono dimostrare che il marito le trascura e che non provvede al loro sostentamento, mentre per gli uomini, ottenere il divorzio è più semplice.

Contrariamente a quanto si pensi, la poligamia non è così diffusa nel mondo arabo, per motivi sociali ed economici. Sebbene agli uomini sia consentito avere fino a quattro mogli, sono obbligati a mantenerle tutte e quattro. La legge islamica infine tratta diversamente uomini e donne riguardo ai matrimoni con persone di altre religioni. Agli uomini è consentito sposare donne non musulmane, mentre alle donne non è consentito sposare uomini di altre confessioni religiose. 

In sintesi, la parità di genere nel mondo arabo è un obiettivo ancora lontano, ma ci sono segnali di progresso in alcuni paesi, mentre il ruolo delle donne è in continua evoluzione, con differenze significative tra i vari paesi e regioni. Le donne stanno facendo progressi significativi, ma c’è ancora molto lavoro da fare per garantire pari opportunità e diritti per tutte le donne e raggiungere una piena uguaglianza di genere.

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