Cartagine: la città senza tempo che fece tremare Roma

Di Sebastiano Depperu

Catone il Censore non avrebbe mai immaginato che con la sua frase “Carthago delenda est”, avrebbe consegnato Cartagine alla leggenda. E’ vero che la città tunisina fu rasa al suolo e vi fu sparso il sale. E’ vero, anche che se Carthago delenda est, Carthago pulcherrima semper erit (“Cartagine deve essere distrutta, Cartagine sarà sempre bellissima”). Nessuna damnatio memoriae, dunque.

Cartagine, Tunisia (foto di Sebastiano Depperu)

Passeggiare tra le rovine della città antica è emozionante e si respira la storia, quella romana e quella punica. La città antica è ben amalgamata in mezzo a quella moderna. Ogni tanto si trova un cartello che indica un luogo custodito dove poter visitare una parte dell’antica Carthago. E’ facile arrivarci. Cartagine dista poco più di venti minuti di macchina dalla capitale Tunisi. Una volta usciti dal traffico della città, in realtà, la strada è scorrevole e veloce. Ci si può arrivare con i mezzi o con un taxi spendendo circa 20 dinari (6 euro). Ma bisogna sempre contrattare il prezzo, pochi tassisti usano il tassametro.

Cartagine, Tunisia (foto di Sebastiano Depperu)

Il consiglio è di iniziare il tour dal museo nazionale dove si può fare un biglietto cumulativo per visitare diversi siti archeologici. Quelli conservati e custoditi sono otto: il quartiere punico e il museo di Cartagine, l’Anfiteatro, la villa romana, il teatro romano, il museo paleocristiano, le terme di Antonino, il quartiere Magon e l’area sacra di Salammbo (Topeht di Cartagine). Il costo complessivo del biglietto è di soli 12 dinari a persona, l’equivalente di 3.60 euro. I siti tra di loro sono distanti diversi chilometri, quindi bisogna andarci automuniti o basta mettersi d’accordo con un tassista che vi porterà a scoprire le rovine di Cartagine per poche decine di euro.

Il museo di Cartagine, Tunisia (foto di Sebastiano Depperu)

Sfortunatamente il museo, in questo periodo, è chiuso per lavori di restauro voluti dal Governo. Ma camminare all’area aperta nell’area circostante (il quartiere punico), soprattutto se si ha la fortuna di trovare una giornata di sole è molto emozionante. Ovunque, si respira storia a pieni polmoni.

La necropoli punica, Cartagine, Tunisia (foto di Sebastiano Depperu)

Attualmente il sito è patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Lo è diventato nel 1979. Dell’originaria estensione rimane poco, la nuova città moderna, ricercata ed elegante ha fagocitato – nel corso dei millenni – ciò che rimaneva della città che fece tremare Roma e di quella successiva. Non a caso, Catone il Censore, nel I secolo a.C., chiese al Senato romano che la città fosse distrutta perché considerata troppo pericolosa. Così avvenne e la famosa frase di Catone passò alla storia marciando di pari passo con la grandezza di Roma.

Cartagine, Tunisia (foto di Sebastiano Depperu)

I romani, dopo averla rasa al suolo, vollero ricostruirla nel loro stile. Ed è, per questo motivo, che si possono attualmente visitare le rovine di strutture tipicamente romane come le terme, i teatri e gli anfiteatri. Sulla sommità della collina di Byrsa, a fianco del museo nazionale, si trova la cattedrale di San Luigi, costruita nel 1890, fortemente voluta dal cardinale Lavigerie. La cattedrale non è più luogo di culto dal 1964. Viene utilizzata per concerti di musica classica e spettacoli vari.

Cartagine. Tunisia (foto di Sebastiano Depperu)

Cartagine. Tunisia (foto di Sebastiano Depperu)

Alcune parti del circuito visitabile – in realtà – non sono ben conservate e la manutenzione lascia molto a desiderare. Molti mosaici, per esempio, sono calpestabili, altri ancora sono accatastati in depositi di fortuna.

Il quartiere punico di Cartagine, Tunisia (foto di Sebastiano Depperu)
Il quartiere punico di Cartagine, Tunisia (foto di Sebastiano Depperu)

La gloria di Cartagine nei millenni continua. Centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo, ogni anno, si recano in Tunisia per visitare ciò che rimane dell’antica Cartagine: Carthago pulcherrima est.

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